2 novembre 2012

Quattrini in banca ***

Certamente non il miglior Wodehouse, ma comunque piacevole e divertente qui e là. Lord Uffenham ha investito i suoi averi nell'acquisto di brillanti, che poi ha nascosto in casa scordandosi il luogo. Nel frattempo per campare ha dovuto affittare la casa e lui si finge il maggiordomo per aver l'agio di cercare le pietre. Naturalmente si scatenano i soliti incastri di equivoci e bugie.
Gli altri personaggi sono Jeff Miller, avvocato che parla più di quanto pensa, la signora Cork, che fonde in sè la più spietata cacciatrice e la più inflessibile vegetariana, i coniugi Molloy, Chimp Twist, investigatore privato, Anna, nipote di Lord Uffenham e Lionel Green, nipote della Cork.
I pezzi migliori sono i consigli di cuore di Lord Uffenham. Il finale non è illuminante.
Il rumore proveniva dall’armadio. Nessun uomo onesto si sarebbe cacciato in un armadio, pensava Trumper con ragione. Ma se non aveva dubbi sulla effettiva presenza del ladro, era invece molto incerto sulla decisione da prendere. L’umanità può essere divisa grosso modo in due categorie: quelli che, consci della presenza di un estraneo nel loro armadio, ne spalancano decisamente lo sportello affrontando il malvivente; e quelli che questo non fanno. Eustace apparteneva alla seconda categoria.
"Quattrini in banca" P.G. Wodehouse, trad. Sirio Agnati, Mondadori, 1974
***/5

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