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11 febbraio 2012

The iron lady

Cura i tuoi pensieri, diventeranno le tue parole.
Cura le tue parole, diventeranno le tue azioni.
Cura le tue azioni, diventeranno le tue abitudini.
Cura le tue abitudini, diventeranno il tuo carattere.
Cura il tuo carattere, diventerà il tuo destino.
Quello che pensiamo diventiamo.

24 gennaio 2012

The artist

Ovvero il film più osannato degli ultimi tempi. La legge non scritta è di consigliarlo con aria furba aggiungendo: oh, è muto! con un sottinteso a metà fra: vediamo un po' se hai il coraggio e pensa un po' che novità.
Ora l'ho visto e devo dire che non m'è piaciuto granchè; i motivi sono tanti. Innanzitutto, con rispetto parlando, la trama è proprio stupida: il lato romance è scontatissimo, la parte nostalgica rottamazione degli attori muti è più interessante, peccato sia un dejà-vu del bellissimo "Cantando sotto lo pioggia". Poi, m'immaginavo che il film fosse un'elaborazione moderna del muto, non la copiatura del muto anni '20. Potevano inventarsi qualcosa di nuovo. Non so, oggi esistono i sottotitoli, per esempio. Non si capisce perchè il film è muto, visto che è fatto nel 2011. Potevano farlo muto a priori, tipo sketch di mr Bean, e sarebbe stato più interessante per la sfida non da poco per gli sceneggiatori e il regista; ma qui i personaggi parlano, il problema è che non li sentiamo.

19 gennaio 2012

Gli occhi della notte - Wait until dark

 Ieri ho visto "Wait until dark", in italiano tradotto nel più sentimentale "Gli occhi della notte". E' un film degli anni '60 con Audrey Hepburn, che interpreta la parte di una donna cieca.
Ora, il film non è male, è anche piuttosto ansiogeno, ma la trama ha così tanti buchi che alla fine mi sono chiesta: possibile? Possibile che facciano un film così bello rovinandolo con una trama da fantathriller? Forse non ho capito qualcosa io. Forse qualcuno l'ha visto e mi può illuminare.
1- La bambola piena di droga che viene prestata ad un perfetto estraneo in aeroporto: "Poi passo a recuperarla a casa tua, eh?". Ma che corriere della droga sei?

17 gennaio 2012

Due considerazioni su J. Edgar (anzi, quattro)

 1. Il doppiaggio di Di Caprio vecchio è Di Caprio con la bocca piena. Ovvero per tutto il film, quando parla da vecchio, ti vien da battergli sulla schiena e dirgli: su, su, bello, ingoia, non si parla a bocca piena.
2. Il trucco da anziano. Di Caprio passi, anche se è questione d'abitudine e alla prima ripresa ho avuto un attimo di shock, perchè comunque si ha la vaga sensazione di guardare un involucro con dentro Di Caprio. Ma il suo amico/collega Tolson, eh no, lui è inguardabile, sembra un inquietante vecchietto rifatto, con gli occhi completamenti estraniati dal contesto fisico. E la scena in cui loro sono insieme a far colazione... sembra un video di youtube girato da giovinastri che si divertono a far finta di essere vecchi. Ma assumere due attori anziani no? No.

Amore e guerra

"Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire, non si deve amare. Però allora si soffre di non amare. Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire, e soffrire è soffrire. Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire. Ma soffrire ci rende infelici. Pertanto per essere felici si deve amare. O amare e soffrire. O soffrire per troppa felicità...
Io spero che tu prenda appunti."

9 dicembre 2011

... e brutti film

Come Alfie, con Jude Law, che non capita spesso ma capita che guardi un film e dici: mamma che brutto.

7 dicembre 2011

L'uomo che non c'era

L'uomo che non c'era è un film del 2001 dei fratelli Coen: è un film fuori dell'ordinario, non solo per la loro cinematografia ma per il cinema contemporaneo in generale. E' in bianco e nero, che è una scelta cinematografica coraggiosa, perchè basta da sola a scoraggiare gli spettatori meno volenterosi. E' un film che mi sembra, stilisticamente, vicinissimo alla perfezione. Le riprese sono tutte meravigliose, la fotografia eccezionale: il tutto si gioca sulle luci e sulle ombre (tutto, in effetti, compresa la vita del protagonista), magnifici e violenti tagli di luci in questi interni scuri, sui volti, sui gesti quotidiani del protagonista nel negozio da barbiere in cui lavora.

3 dicembre 2011

La vita è meravigliosa

 Ho visto, ieri, un bel film, uno di quei film che sono i mostri sacri del cinema, uno di quei film che forse sei l'unica a non aver mai visto, ho visto "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. In inglese il titolo mi piace ancora di più, perchè è "It's a wonderful life", che sarebbe più "E' una vita meravigliosa", una cosa più specifica, insomma, una cosa che dà più l'idea di un ragionamento piuttosto di "La vita è meravigliosa", che pare un commento più en-passant.
Comunque, ho deciso di guardarlo in quest'animo: avevo appena visto una puntata di How I met your mother in cui i protagonisti vanno al cinema sotto Natale a vedere "It's a wonderful life" e uno si porta dietro una casetta di pan di zenzero da mangiare durante il film, e in svariati film americani quando si parla di Natale la festa è associata imprescindibilmente con la visione di "It's a wonderful life" e così, che diamine, vediamolo.
E' la storia di un brav'uomo, un po' buffo, magro e alto alto e con la faccia che secondo me stava benissimo in quanto a espressione a Bertie Wooster, non so se conoscete i libri di Jeeves e Wooster di Wodehouse, ma all'inizio del film pensavo: è un gran peccato che nessuno abbia mai detto a James Stewart di interpretare, con quella faccia, Bertie Wooster. Un gran peccato. 

29 novembre 2011

Un uomo solo - Libro e film

Immaginate due persone che, in questo spazio ridotto, vivano assieme giorno per giorno, cucinino gomito a gomito sugli stessi fornelletti, si comprimano sui gradini angusti. Si radano di fronte allo stesso minuscolo specchio da bagno, continuino a toccarsi, a urtarsi, a cozzare l'uno contro il corpo dell'altro, per sbaglio o apposta, sensualmente, aggressivamente, maldestramente, impazientemente, in collera o in amore - immaginate che profonde ma invisibili tracce devono lasciarsi dietro ovunque!

27 novembre 2011

Canadesi bassi

Alle 22,30 ho acceso la tv, e c'era la fine di un film. C'era Babbo Natale – sì, Babbo Natale: barbone bianco, completo rosso, cappello, bordure pellicciate ovunque - che s'era sposato con una sui vent'anni, bionda, e aspettavano un bambino. Venivano a trovarli i suoceri – genitori di lei – che non sapevano che la figlia si era sposata con nientemeno che Babbo Natale, ma gli era stato detto che era un imprenditore nel ramo giocattoli, e parevano non aver niente in contrario alla mise del genero, come se una si sposasse col capo degli ovetti Kinder, e fosse normalissimo vederlo in giro vestito da coniglio pasquale. L'unica cosa che li preoccupava alquanto, pareva fosse che nella sua fabbrica di giocattoli lavorassero tipi strani che loro pensavano essere canadesi bassi – si sa che gli americani ce l'hanno un po' coi canadesi - e questa gli pareva l'unica cosa inaccettabile in quel matrimonio.

19 novembre 2011

Un giorno - libro e film


Il libro mi piacque parecchio. Dà sufficiente spago al lato romantico, pur non essendo demenziale. La struttura un capitolo per ogni anno conferisce ritmo e quel tanto di originalità che serve per distinguerlo dalle altre migliaia di libri sugli amici confusi. L'evolversi del rapporto fra i protagonisti è reso in modo verosimile e, mi pare, piuttosto acuto. In più non si trascura lo sfondo sociale dell'Inghilterra dagli anni '80 in poi, anzi: Nicholls ne fa una cornice molto concreta, che non mi pare una cosa da niente.
In linea al trattamento riservato a molti libri di successo, ne è stato tratto un film, che è uscito da poco al cinema. 
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