- Ma perchè le madri sono tanto importanti? L'ha scoperto la psicanalisi, che sono importanti? Secondo la psicanalisi, sono la cosa più importante di tutto?Cit. da "Ti ho sposato per allegria" Natalia Ginzburg, Einaudi
- Sì. Secondo la psicanalisi, le origini del nostro comportamento sono da ricercare nel nostro rapporto con la madre.
- Com'è strano! Queste madri se ne stanno là, acquattate in fondo alla nostra vita, nelle radici della nostra vita, nel buio, così importanti, così determinanti per noi! Uno se ne dimentica, mentre vive, o se ne infischia, anzi crede di infischiarsene, però non se ne infischia mai del tutto. Quella tua madre così svaporata, eppure determinante! Non sembra proprio che possa determinare niente, e invece ti ha determinato, a te!
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21 ottobre 2012
Le madri
4 febbraio 2012
Vita immaginaria
Chi scrive sa che dovrà scegliere fra l'ordine e il disordine. Oggi noi di solito scegliamo il disordine. L'impulso a costruire e architettare in ordine e in armonia con noi stessi e con gli altri sembra scomparso dal mondo. Abbiamo perduto le forze e ci sentiamo sopraffatti e infelici. Ci sentiamo vittime e le vittime non costruiscono. I romanzi che oggi scriviamo, sempre o quasi sempre, sono scritti nel disordine e in un lungo sfogo di lagrime. A volte qualcuno, fra le lagrime, afferra del mondo circostante qualche lembo reale. Non ha compagni o non li vede intorno a sé e non indirizza la sua angoscia ad anima vivente. Tutt'al più chiede un poco di attenzione ai rari passanti che si soffermano per un attimo e vanno oltre. [pg. 39]
14 gennaio 2012
Tutti i nostri ieri
Povera Anna, diceva, un bel guaio se moriva lui. Un guaio perchè in fondo lui non l'aveva mica mai fatta diventare una persona, in fondo lei era ancora sempre un insetto, un piccolo insetto pigro e triste sopra una foglia, lui era stato solo una grande foglia per lei. E adesso se le mancava la foglia lei cadeva perduta, con le piccole ali senza volo e i piccoli occhi fissi, lui non aveva saputo darle volo e respiro, era stato una foglia e non le aveva dato che un po' di riposo.
31 dicembre 2011
Caro Michele
Molto molto simile a "La città e la casa", questo Caro Michele, e leggermente inferiore. Il fulcro del romanzo è la contrapposizione fra le persone "distruttive", balorde, come le definisce la Ginzburg, e quelle che invece costruiscono.
9 dicembre 2011
I padri
Da tempo orfani, noi generiamo degli orfani, essendo stati incapaci di diventare noi stessi dei padri. (...)
Penso tuttavia che se non abbiamo padre è perchè, come ho detto, non lo meritiamo. Incapaci di isolare e leggere in noi stessi i nostri errori, di chiamarli duramente col loro nome, disposti sempre a censurarli e ignorarli, a fingere con noi stessi che non esistano, tolleranti verso i vizi e gli errori dei nostri consanguinei e gli amici di una tolleranza che non è generata da pietà o comprensione, ma è fatta d'ozio, di indifferenza e soprattutto di confusione, usiamo lamentarci dell'assenza della critica come bambini che sono stati messi a dormire al buio.
23 novembre 2011
Famiglia
"Anche i gatti muoiono" sillabava una voce nella sua testa insensatamente. Trovava strano che da quelle vaschette e scodelle si alzasse tanto dolore, perchè nella sua infanzia le era stato insegnato che gli animali non contavano nulla, il loro senso nella nostra vita è nullo, non si soffre sugli animali. Questo le era stato insegnato. Ma la fisionomia segreta di quel magro gatto si disegnava dolorosamente dentro di lei. Egli aveva larghe orecchie marroni e un viso marrone aguzzo e triangolare, sveglio, vivo e serio, uno fra i visi più vivi e più seri che lei avesse mai visto. In quella serietà stava però nascosta tutta l'allegria del mondo. Averlo perduto era una perdita lieve, un dolore di specie povera, ma essa scopriva improvvisamente che anche i dolori di specie povera sono acuti e crudeli, e vanno a prendere posto senza indugio nella zona immensa e indiscriminata dell'infelicità. [Borghesia, pg. 78]
18 novembre 2011
Tutti i nostri ieri
Era libero chi accettava di vivere quel che c'era da vivere. Era libero chi faceva dei suoi pensieri salute e ricchezza, non chi ne faceva una trappola per caderci strozzato.
"Tutti i nostri ieri" Natalia Ginzburg, Einaudi, 11,50 €
*****/5
16 novembre 2011
E' stato così
-Sei la sola cosa che ho. Ricordalo -. L'avevo ricordato e quelle parole m'avevano aiutato a vivere un po' tutti i giorni. Ma perdevano la loro dolcezza a poco a poco, come un nocciolo di prugna succhiato troppo tempo. Non gli domandavo niente. Tornava a casa tardi la sera e non gli domandavo cos'aveva fatto. Ma l'avevo aspettato così a lungo che il silenzio s'era addensato dentro di me.
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